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Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)

I bambini con disturbo oppositivo provocatorio (DOP) manifestano estrema resistenza all’autorità, conflittualità nei confronti dei genitori, frequenti scoppi d’ira e comportamenti dispettosi verso i pari. Spesso si tratta di bambini o ragazzi che si rifiutano a priori di fare qualcosa senza nemmeno sapere di cosa si tratti.

Il disturbo delinea un modello comportamentale persistente caratterizzato da:

  • umore arrabbiato o irritabile;
  • comportamento argomentativo, provocatorio nei confronti delle figure di autorità;
  • vendicatività.

In alcuni bambini con DOP, questi comportamenti sono evidenti solo in un contesto, di solito a casa. Nei casi più gravi, però, si verificano in contesti diversi.

Per una diagnosi del disturbo, la frequenza e l’intensità di questi comportamenti devono essere al di sopra dell’intervallo tipico per il livello di sviluppo, il genere e la cultura di un bambino.

I ragazzi affetti da DOP hanno difficoltà a contenere gli impulsi con gravi ripercussioni a carico della socializzazione con i pari. Il disturbo si associa inoltre ad un forte stress nell’individuo o negli altri del suo contesto sociale (famiglia, gruppo dei pari, colleghi di lavoro) o impatta negativamente nell’area sociale, scolastica, lavorativa o in altre importanti aree di funzionamento.

SINTOMI

I sintomi del disturbo rientrano in uno schema di comportamento negativistico, ostile e provocatorio della durata di almeno 6 mesi, durante il quale sono presenti quattro (o più) dei seguenti sintomi con una frequenza significativamente maggiore rispetto alla media:

  • spesso perde la calma
  • spesso litiga con gli adulti
  • spesso sfida attivamente o rifiuta di soddisfare le richieste o le regole degli adulti
  • spesso infastidisce le persone deliberatamente
  • spesso incolpa gli altri per i propri errori o comportamenti scorretti
  • spesso è permaloso o facilmente infastidito dagli altri
  • spesso è arrabbiato e risentito
  • spesso è dispettoso o vendicativo

Il disturbo è spesso associato al Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD)

TRATTAMENTO

La terapia cognitivo comportamentale permette al bambino di apprendere strategie per il controllo degli impulsi e della rabbia, di migliorare le abilità di problem solving e di favorire la comunicazione. Questi bambini, infatti, manifestano autocontrollo non adeguato, scarsa riflessività, difficoltà a mettersi nei panni degli altri (con conseguente scarsa empatia), assenza di problem solving e quindi, una non attivazione dei processi di pensiero che possano guidare il comportamento in modo funzionale. Gli obiettivi principali del processo terapeutico sono l’intervento sulle interpretazioni delle varie situazioni (distorsioni cognitive) e la regolazione emotiva, in particolare della rabbia.

L’approccio cognitivo-comportamentale si articola in più fasi:

Fase psicoeducativa: nella quale si insegna al bambino a riconoscere i meccanismi che attivano la rabbia attraverso la comprensione della relazione esistente tra situazioni, pensieri, emozioni e comportamenti.

Fase di acquisizione delle abilità: nella quale il bambino ha modo di imparare in un contesto protetto alcune strategie cognitive e comportamentali in grado di aiutarlo a fronteggiare e a gestire le situazioni che gli provocano rabbia.

Fase dei compiti: nella quale il bambino è chiamato a mettere in pratica le abilità apprese in studio, al fine di renderle sempre più naturali e spontanee nella vita di tutti i giorni.

È molto importante che i genitori siano coinvolti attivamente nel percorso terapeutico, affinché possano comprendere appieno il lavoro svolto dal bambino e siano in grado di sostenerlo e aiutarlo nel modo più funzionale possibile.

ATTENZIONE

I bambini con il DOP non sono né cattivi né maleducati, semplicemente non sanno come gestire il proprio comportamento e le proprie reazioni. La loro autostima è spesso estremamente bassa, i loro rapporti con i pari sono scarsi e si sentono rifiutati, inadeguati e poco degni di essere amati.

I genitori, dall’altra parte, lottano spesso tra sentimenti ambivalenti e forti sensi di colpa.

Per poter aiutare davvero questi bambini e ragazzi a riappropriarsi di una vita normale è importante chiedere aiuto agli specialisti in grado di fornire strategie educative adeguate alle varie situazioni e sostenere emotivamente le famiglie in guerra con il disturbo.

 

 

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