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Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD)

DEFINIZIONE

Un “trauma” include eventi che minacciano in modo significativo, a livello fisico, emotivo o psicologico una persona o i suoi cari. Si tratta di situazioni nelle quali le persone si sentono sopraffatte dalle circostanze e percepiscono di non avere le risorse per farvi fronte.

Molti individui esposti ad eventi traumatici sperimentano una gamma di reazioni psico-fisiologiche che tendono ad una remissione spontanea nell’arco di circa un mese, in base ai differenti fattori di rischio e di resilienza individuali (come l’età, la gravità, la durata e la disponibilità di supporto).

Quando tali sintomi persistono, il quadro può essere definito come Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD dall’Inglese “Post Traumatic Stress Disorder”).

Il manuale diagnostico DSM 5 individua 5 criteri principali per poter effettuare diagnosi di Disturbo Post Traumatico da Stress:

  1. esposizione ad un evento traumatico per via diretta, come testimone o venendo a conoscenza di un evento traumatico che abbia coinvolto una persona cara

  2. sintomi di risperimentazione

  3. sintomi di evitamento

  4. sintomi di alterazione negativa dei pensieri e delle emozioni

  5. sintomi di iperattivazione (arousal)

Anche i bambini possono sviluppare il PTSD, ma alcuni dei sintomi caratteristici sono differenti rispetto alle presentazioni degli adulti. Le risorse per far fronte all’evento traumatico, infatti, variano notevolmente dall’infanzia all’età adulta sia da un punto di vista qualitativo sia da un punto di vista qualitativo.

Nei bambini gli elementi del trauma possono non essere rivissuti direttamente, ma rimessi in atto attraverso il gioco o il disegno, mentre il contenuto traumatico dei sogni può non essere immediatamente riconoscibile. I sintomi di iperattivazione si evidenziano in particolare in problemi di condotta, attenzione e concentrazione in ambito scolastico.

In caso di flashback, i bambini possono sperimentare un vero e proprio stato di terrore ed essere inconsapevoli di ciò che accade intorno a loro mentre cercano disperatamente un modo per nascondersi o scappare arrivando anche a perdere temporaneamente il contatto con la realtà.

SINTOMI

Possibili sintomi fisiologici: mal di testa, problemi gastrointestinali, crampi, dolori, sintomi cardiovascolari e altre reazioni fisiologiche marcate che si attivano da stimoli interni o esterni collegati al trauma (vedi sintomatologia ANSIA), ipervigilanza, disturbi del sonno, problemi nella sfera sessuale

Sintomi cognitivi: ricorrenti, involontarie ed intrusive memorie disturbanti dell’evento traumatico sotto forma di incubi e/o flashback, incapacità a ricordare un aspetto importante del trauma, pensieri negativi, distorsioni cognitive legate a senso di colpa, problemi di concentrazione

Sintomi emotivi: stati intensi e prolungati di disagio psicologico che si attivano da stimoli interni o esterni (ad esempio sentendo un particolare odore) che sono collegate al trauma, senso di colpa, vergogna, ansia, terrore e sintomatologia depressiva, persistente incapacità a sentire emozioni positive, umore irritabile

Sintomi comportamentali: evitamento o sforzi per evitare ricordi, pensieri o sensazioni collegate all’evento traumatico, evitamento o sforzi per evitare persone, luoghi, conversazioni, attività, oggetti e situazioni che ricordano l’evento traumatico e che scatenano pensieri, ricordi e sensazioni sgradevoli, sensazione di distacco e straniamento dagli altri, comportamenti spericolati o auto-distruttivi, marcata diminuzione di interessi e partecipazione alle attività quotidiane, rabbia e aggressività

La diagnosi di disturbo da stress post-traumatico può essere meglio specificata se sono presenti anche

  • depersonalizzazione: costante sensazione di non essere in contatto con se stessi, come se ci si guardasse da fuori;

  • derealizzazione: sensazione di irrealtà del mondo circostante, come se ciò che viene percepito fosse irreale, distante o distorto.

TRATTAMENTO

Al momento le terapie con maggior tasso di successo nel trattamento del PTSD sono:

  • terapia cognitivo comportamentale

  • esposizione prolungata

  • EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)

  • terapia farmacologica

La terapia cognitivo comportamentale si avvale di una serie di tecniche volte a modificare il modo di pensare e di agire abituali di una persona. Questo tipo di lavoro consente di far fronte ad eventi stressanti e traumatici ricorrendo a risorse personali più funzionali, consentendo all’individuo di fronteggiare le proprie paure e riappropriarsi gradualmente della propria vita.

Alcune delle tecniche più utilizzate ed efficaci sono:

  • tecniche di esposizione che comportano la rievocazione ripetuta delle memorie traumatiche e delle situazioni legate all’evento traumatico per contrastarne l’evitamento
  • tecniche cognitive che si focalizzano sull’identificazione e la modificazione delle credenze legate al trauma e dei significati che si attribuiscono all’evento
  • tecniche di riduzione di ansia e stress per alleviare i sintomi del disturbo post traumatico e supportare le persone nell’acquisizione di maggiore capacità di controllo ed efficacia sulla reattività fisiologica.

L’EMDR è un trattamento relativamente nuovo che sembra avere un forte effetto nella remissione dei sintomi del disturbo post traumatico da stress. Consiste nel rievocare l’episodio traumatico nel corso di una stimolazione bilaterale che consente al ricordo di ridimensionarsi e ricollocarsi a livello neuronale.

ATTENZIONE

Il PTSD, in quasi il 50% dei casi, tende a presentarsi insieme a sintomi depressivi, con conseguenti difficoltà nella diagnosi a causa della sovrapposizione della sintomatologia dei due disturbi. Ciò potrebbe essere spiegato attraverso la teoria dell’impotenza appresa di Seligman (1975) che afferma: “la convinzione di non poter controllare ciò che influisce sulla propria vita può portare alla depressione. Anche la componente cognitiva dell’impotenza appresa è un fattore critico per l’insorgenza e il perdurare della depressione. A volte le persone che hanno subito un trauma continuano a sentirsi impotenti anche se hanno già riacquisito da tempo un certo controllo”.

Nel 20-30% dei casi il disturbo si associa a panico e ansia sociale.

Nella metà degli uomini affetti da PTSD cronico si registra inoltre abuso di sostanze fino allo sviluppo di vere e proprie dipendenze.

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